(adnkronos) - Nella seconda fase c'era l'apertura del conto corrente bancario presso l'istituto di credito truffato e contemporaneo deposito di assegni di provenienza illecita, ricettati o clonati oppure l'apertura del conto corrente per ricevere il prestito concesso. La terza e conclusiva fase della truffa prevedeva l'immediato prelievo in contanti, entro uno o due giorni, dell'intera somma di denaro messa a disposizione dalla banca sul conto corrente, sempre prima dell'arrivo del 'benefondi', cioe' della conferma definitiva che l'operazione relativa alla disponibilita' del denaro sul c/c e' andata a buon fine. Grazie alle indagini della Gdf, condotte a 360 gradi in tutto il territorio sardo, eseguite anche attraverso intercettazioni telefoniche, accertamenti bancari, pedinamenti e appostamenti, i finanzieri sono riusciti a identificare ogni componente della banda risalendo alle loro esatte generalita', nonostante il loro tentativo di depistaggio con l'utilizzo di documenti falsi. Il successivo monitoraggio investigativo ha permesso di scoprire inoltre che, tramite una fitta rete di amicizie e rapporti d'affari instaurata nel tempo con alcuni complici dell'associazione a delinquere orbitanti soprattutto nell'area campana, in particolare residenti a Napoli, S.D. era riuscito a procurarsi numerosi documenti d'identita' falsi e assegni clonati o ricettati, da impiegare all'occorrenza nelle truffe di volta in volta pianificate. L'intera operazione si e' conclusa con l'esecuzione di alcuni provvedimenti di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica di Nuoro ed eseguiti nelle abitazioni di tutti i soggetti coinvolti, residenti in Sardegna, Piemonte, Toscana, Lazio e Campania, consentendo il sequestro di varia documentazione utile alle indagini. A carico dei 18 personaggi denunciati all'Autorita' Giudiziaria sono stati ipotizzati i reati di associazione a delinquere, truffa, ricettazione, falsita' in scrittura privata, sostituzione di persona, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.