Bari, 22 mar. (Adnkronos) - "Facciamo tutti una promessa a questo punto, tutti noi italiani, che non li lasceremo soli fino a che non torneranno in Italia per essere giudicati dal loro giudice naturale che e' il Tribunale Militare di Roma". Lo scrive il sindaco di Bari, Michele Emiliano, sul suo profilo facebook, a proposito della vicenda dei due fucilieri di marina, il barese Salvatore Girone e il tarantino Massimiliano Latorre che ieri sono tornati in India dove sono accusati di aver ucciso due pescatori durante una operazione antipirateria. Ieri lo stesso primo cittadino si e' recato nella casa di Girone a Torre a Mare quando quest'ultimo e' andato a salutare la famiglia prima di partire per New Delhi dall'aeroporto di Brindisi. Emiliano ricapitola alcuni aspetti della vicenda. "Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - ricorda - sono stati messi dal ministro della Difesa Larussa a bordo di una nave mercantile italiana per proteggerla da incursioni di pirati nell'Oceano. Tutto cio' senza alcuna previa intesa con i governi, in particolare senza intesa col governo Indiano, dei paesi che si affacciano sui mari oggetto delle rotte delle nostre navi. Durante questo servizio - continua - si e' verificato l'incidente del quale sono accusati: potrebbero aver scambiato per pirati dei pescatori che si avvicinavano alla nave con lo scopo di vendere pesce. Questo trucco e' stato piu' volte usato per tentare abbordaggi". Il sindaco precisa che "la condotta indiana e' contraria al diritto internazionale perche' per i reati commessi a bordo delle navi in acque internazionali e' competente solo il paese della bandiera della nave, in questo caso l'Italia. E' chiaro pero' che per i reati commessi in danno dei propri cittadini tutti gli stati affermano in ogni caso la propria competenza e quindi dal punto di vista del diritto indiano il procedimento e' legittimo". (segue)