Palermo, 24 mar. - (Adnkronos) - Low cost, brevi e vicino casa. E' risparmio la parola d'ordine per le ormai imminenti vacanze pasquali. Per staccare la spina dalla routine quotidiana i siciliani sceglieranno spostamenti a medio raggio e per non piu' di 3-4 giorni. Colpa della crisi economica e di budget risicati, che costringeranno molti a lasciare nell'armadio la valigia in attesa di tempi migliori. Ma anche gli aficionados dei viaggi, dovranno fare i conti con il portafogli. E non solo. A consigliare cautela sono anche il clima incerto con temperature decisamente non primaverili e la marcata instabilita' politica. Un'incertezza che penalizza il turismo. Almeno quello interno. "Il mercato italiano e quello siciliano - spiega all'Adnkronos Nico Torrisi, presidente di Federalberghi Sicilia - e' asfittico. Si registra una contrazione a doppia cifra sia in termini di presenze che di fatturato". Insomma per il presidente degli albergatori isolani il trend negativo in corso da tempo non mostra segnali di inversione. "La crisi ha assunto dimensioni enormi - assicura - e se l'anno scorso e' stato disastroso non si vedono in questi primi mesi del 2013 segnali positivi. Molti hotel hanno chiuso i battenti, altri sono in vendita con il dramma sociale che ne consegue: la perdita di migliaia di posti di lavoro sia stagionali che fissi". "A Cefalu' - aggiunge - molti albergatori, soffocati dalla crisi, stanno pensando di chiudere per Pasqua". Una serrata che gia' a capodanno aveva lasciato spente nel centro del palermitano hall ed insegne di storici hotel per protestare contro la "preoccupante situazione fiscale che incombe sulle aziende turistico alberghiere". (segue)