(Adnkronos) - Poco piu' di un anno prima di morire, Wagner completa a Palermo la partitura di Parsifal. L'opera segna il ritorno al tema del Graal gia' affrontato molti anni prima in Lohengrin e si ispira alla leggenda medievale del "puro folle" e della sua ricerca del Sacro Calice, approdata alla letteratura scritta per la prima volta con il Perceval di Chre'tien de Troyes, cui segui' una miriade di brevi racconti fino a giungere a Wolfram von Eschenbach e al suo Parzival. L'eco di questa lettura torno' alla mente di Wagner il giorno del Venerdi' Santo del 1857: «Mi dissi bruscamente che quello era il giorno del Venerdi' Santo e mi ricordai l'importanza che ha questa data nel Parzival di Wolfram… - racconta nel suo diario "Mein Leben" - E partendo dall'idea espressa dal Venerdi' Santo, concepii rapidamente un intero dramma che divisi in tre atti e di cui buttai giu' la trama in poche righe». Ci vollero ancora otto anni prima che quello schizzo prendesse corpo in una traccia, delineata nel 1865, e ulteriori dodici anni per completare i versi poetici del suo Parsifal, andato poi in scena il 26 luglio 1882 a Bayreuth. L'esecuzione del III atto del dramma che Wagner stesso definisce "sacro per eccellenza", avulso dal resto dell'opera, e' prassi consolidata iniziata dall'autore stesso, sul podio, per la prima e unica volta nel suo teatro di Bayreuth, a dirigerlo personalmente nel 1882. Per il suo grande valore simbolico e l'altissima sacralita' di cui e' impregnata la sua musica, e' un vero e proprio rito, piu' che una semplice tradizione, eseguirlo nei giorni della Settimana Santa o addirittura proprio il giorno del Venerdi' Santo, il giorno del silenzio, in cui ogni tipo di spettacolo e' proibito.