Foggia, 18 feb. (Adnkronos) - Erano costretti a versare da 1.000 a 1.200 euro mensili gli imprenditori turistici del Gargano presunte vittime del clan Notarangelo di Vieste, in provincia di Foggia, contro il quale e' iniziato oggi il processo nell'aula della Corte di Assise del Tribunale del capoluogo dauno. E' quanto hanno accertato i carabinieri del Comando provinciale e la Procura Distrettuale Antimafia di Bari. Alla fine, dopo anni di soprusi, gli imprenditori si sono ribellati e hanno trovato il coraggio di denunciare le continue estorsioni ai loro danni. Il processo fa seguito all'operazione di polizia giudiziaria dei carabinieri denominata 'Tre Moschettieri'. Il 19 luglio 2012 vennero arrestati, sulla base di altrettante ordinanze cautelari, Angelo Notarangelo, detto 'cintaridd', presunto capo dell'omonimo clan operante nell'area garganica, che si trovava gia' detenuto, e altri tre fidati affiliati tra i quali il fratello Giuseppe, il cugino Luigi Notarangelo e Girolamo Perna, uomo di fiducia dell'organizzazione. Il presunto capo clan si trovava in carcere dal 13 aprile 2011, poiche' gia' arrestato, insieme ad altre sei persone, nell'ambito delle operazioni denominate 'Medioevo' e 'Slot Machine', con l'accusa di estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso ai danni di imprenditori turistici viestani. All'udienza erano presenti anche il prefetto Elisabetta Belgiorno, commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, Luisa La Tella, prefetto di Foggia, il colonnello Antonio Basilicata, comandante Provinciale dei carabinieri di Foggia ed il comandante provinciale della Guardia di Finanza. (segue)