Napoli, 18 feb. (Adnkronos) - 'Un boss mi disse di votare Nicola Cosentino'. Lo detto in aula il pentito del clan dei Casalesi, Raffaele Ferrara, nel corso del processo a carico del parlamentare del Pdl Nicola Cosentino che si sta celebrando presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). Cosentino, ex sottosegretario ed ex coordinatore regionale del Pdl della Campania e' imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. Ferrara, ex capozona della cosca di Casal di Principe, del comune di Parete (Caserta) ha detto in aula che "quando ci furono le elezioni regionali del '95 Aniello Bidognetti mi disse che si doveva votare per Nicola Cosentino e che a deciderlo erano stati i vertici del clan. Cosentino mi disse Bidognetti e' il nostro referente politico. Tutto cio' in considerazione della parentela che intercorre tra Cosentino e la famiglia Schiavone". Aniello Bidognetti, attualmente detenuto, e' il figlio del potente capocosca, Francesco Bidognetti, detto 'Cicciotto e mezzanotte', anch'egli detenuto in carcere, in regime di 41 bis. Quando il pentito ha riferito alla Corte della presunta parentela tra Nicola Cosentino e la famiglia Schiavone, l'ex sottosegretario ha esclamato: "Io, non sono parente di nessuno". Lungo l'interrogatorio a Ferrara nel corso del quale ha raccontato alla Corte un particolare sulla campagna elettorale delle elezioni regionali del 1995. "Aniello Bidognetti mi fece avere i manifesti di Nicola Cosentino che io feci attaccare a Parete e negli altri comuni vicini". (segue)