Roma, 19 feb. (Adnkronos/Cinematografo.it) - "In un momento come questo si sente sempre piu' l'esigenza di omaggiare un passato che era pieno di dignita', di poesia. Oggi, a dieci anni di distanza dalla sua morte (25 febbario 2003, ndr), credevamo fosse giusto e doveroso realizzare un'opera anche didattica su una straordinaria maschera come quella di Alberto Sordi, capace di segnare indelebilmente quei tempi: i giovani hanno bisogno di capire perche' il nostro cinema e' stato grande e questo documentario, senza chissa' quali pretese, vuole raccontare la vita di un uomo serio, scapolo fino alla morte perche' in realta' aveva sposato il lavoro". Cosi' Carlo Verdone presenta 'Alberto il grande', documentario realizzato insieme al fratello Luca Un doc girato per rendere omaggio ad "un attore assolutamente rivoluzionario, all'inizio della sua carriera, tanto da scardinare le impostazioni da Accademia Teatrale canonica creando stupore e sbalordimento sia nel pubblico che nella critica. Sordi e' stato una maschera ineguagliabile che conteneva tutte le fragilita', le miserie, i tic e i difetti dell'italiano medio. Non quindi una maschera regionale ma una maschera universale". Realizzato grazie al sostegno dell'Assessorato alla Cultura della Regione Lazio, 'Alberto il grande', che stasera sara' proiettato in tre sale del Cinema Adriano di Roma alle ore 19.30 e alle ore 21.30, ripercorre l'esistenza, i primi passi nella rivista e l'affermazione a livello nazionale e internazionale del grande attore, nato il 15 giugno 1920 in via San Cosimato a Trastevere, trasferitosi poi fino al 1958 in via delle Zoccolette per poi stabilirsi nella celebre villa a Piazzale Numa Pompilio, in via Druso, "dove parte la piu' misteriosa e sacra delle vie romane, l'Appia", come ricorda nel doc Carlo Verdone. (segue)