Roma, 19 feb. (Adnkronos) - "Dove c'e' cultura c'e' una giustizia migliore: per me giustizia 'colta' significa soprattutto giustizia non urlata, come frutto di ragionamento pacato, confronto, come manifestazione della capacita' di ascolto, di riflessione e mai di improvvisazione". E' uno dei passaggi dell'intervento del ministro della Giustizia, Paola Severino, al convegno su "Memoria storica e futuro digitale", organizzato dalla biblioteca giuridica della Corte di Cassazione, uno degli eventi legati alla completa digitalizzazione delle relazioni di apertura dell'anno giudiziario a partire dall'unita' d'Italia. Al convegno erano presenti, tra gli altri, il primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, e il procuratore generale, Gianfranco Ciani. "Giustizia e cultura sono e devono restare un binomio inscindibile -ha detto ancora Severino-. La storia ci insegna che intolleranza e paura hanno portato i libri al rogo. Si bruciano i libri per distruggere le idee", da qui l'importanza secondo il ministro dell'evoluzione in senso digitale dell'accumulo del sapere giuridico contenuto nelle relazioni sotto forma anche digitale. Relazioni, ha sottolineato inoltre, che "dovrebbero essere il punto di partenza per la politica giuridica dell'anno successivo a quello cui si riferiscono". Per questo il ministero, ha detto ancora Severino, ha iniziato autonomamente la raccolta delle relazioni: "quel materiale deve rappresentare di anno in anno il punto di partenza per cio' che c'e' da fare l'anno dopo".