Torino, 21 feb. - (Adnkronos) - "Non posso accettare di concludere la mia esistenza sotto l'onta di una condanna tanto estranea al mio operato". Cosi' Gianluigi Gabetti, attuale presidente ad honorem di Exor, ha preso la parola in aula per delle dichiarazioni spontanee davanti alla Corte d'Appello di Torino nel corso del processo Ifil-Exor, in cui e' imputato, insieme all'avvocato Franzo Grande Stevens, per aggiotaggio informativo. Gabetti ha voluto ricordare che "il 24 agosto del 2005 mi trovavo negli Stati Uniti (e precisamente a East Hampton) dove mi ero recato ai primi del mese per trascorrere le vacanze estive con la famiglia. Ero stato colpito da una broncopolmonite ed ero ancora convalescente. Quando ero partito dall'Italia mi ero lasciato con l'avv. Franzo Grande Stevens con l'intesa che egli avrebbe incominciato a verificare la possibilita' di utilizzare azioni costituenti oggetto di una operazione di equity swap, che sarebbe scaduta nel 2006 e in corso tra Exor e Merrill Lynch, allo scopo di evitare una diluizione della quota di Ifil nel capitale Fiat e che di tutto cio' avremmo poi parlato al mio rientro in Italia. Fino al giorno 24 non ebbi alcun contatto con l'avv. Grande Stevens - prosegue - e non seppi quindi nulla di suoi incontri e colloqui con dirigenti e funzionari della Consob". Il 24 agosto "verso le 08.00 del mattino mia figlia Cristina mi avverti' di una chiamata telefonica dall'Italia e seppi cosi della richiesta di comunicato da parte della Consob e della risposta che era stata gia' preparata". Gabetti ha sottolineato che "appresi anche in quella occasione che la risposta era stata approvata dall'avv. Grande Stevens. Mi misi quindi in contatto con lui; appresi molto sommariamente dei rapporti che egli aveva avuto con la Consob ed ebbi la rassicurazione che il testo del comunicato era gia' noto alla Consob ed era coerente con quanto aveva costituito oggetto dei suoi contatti con tale Istituto. Da parte mia fui rassicurato dalla costatazione che il comunicato avrebbe contenuto un chiaro riferimento alla determinazione di Ifil di rimanere azionista di riferimento di Fiat". (segue)