Milano, 21 feb. - (Adnkronos) - Sono più di 3,5 milioni gli italiani che ricevono aiuti alimentari per sopravvivere e sono sempre più numerose le persone povere che si rivolgono alle 15.000 strutture caritative in Italia. Per questo, 5 enti non profit hanno deciso di scrivere una lettera aperta ai candidati e ai parlamentari italiani in Europa per chiedere di inserire nelle loro agende politiche questa grave emergenza. I firmatari sono l'Associazione Banco Alimentare Roma Onlus, la Comunità di Sant'Egidio, la Federazione nazionale società di San Vincenzo De Paoli, la Fondazione Banco Alimentare Onlus e la Fondazione Banco delle Opere di Carità onlus. In particolare, al futuro Parlamento e al Governo si chiede di prevedere, nel 2014, una copertura finanziaria per il Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti, previsto dal decreto del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, della stessa entità erogata 2013 per l'Italia dal programma di aiuti alimentari europeo (100 milioni di euro), come altri Paesi europei stanno valutando di fare. Molte delle 15.000 strutture caritative in Italia segnalano difficoltà a proseguire la loro azione nel futuro, e gli stessi segnali giungono anche da altri Paesi europei. "Vorremmo chiedere l’impegno, nei prossimi mesi, dei deputati italiani presso il Parlamento europeo di unirsi ai loro colleghi della maggior parte dei Paesi aderenti, affinché propongano di innalzare il budget a 3,5 miliardi di euro per il nuovo Fondo di aiuti europei agli indigenti - si legge nella lettera aperta - da parte nostra vogliamo essere partner affidabili per collaborare con l’amministrazione e le istituzioni pubbliche del nostro Paese al fine di contribuire al bene comune del nostro paese e dell'Europa". "La strategia Europa 2020 punta a rilanciare l’Ue, quindi anche l'Italia, attraverso un’economia intelligente, sostenibile e solidale conseguendo nuovi elevati livelli di occupazione, produttività e coesione sociale. Tuttavia - continua la lettera - per garantire lo sviluppo e quindi un aumento dei redditi non è più sufficiente solo la crescita dell’occupazione perché richiede tempi lunghi. Oggi è necessario anche un concreto e urgente sostegno ai poveri, perché possano dare risposta alla mancanza di beni di prima necessità, solo così avranno la forza e la speranza di proseguire nel faticoso cammino per un futuro migliore".