Roma, 24 feb. (Adnkronos) - E' dedicato a 'Legge ebraica e problemi dell'informazione' il seminario organizzato a Roma dal Collegio Rabbinico Italiano e dalla redazione del Portale dell'ebraismo italiano www.moked.it per i giorni 27 e 28 febbraio nella sede del Centro Bibliografico dell'Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane. "I lavori -si legge in una nota- sono aperti alla partecipazione di tutti i giornalisti iscritti alle comunita' ebraiche italiane e agli operatori dell'informazione impegnati in ambito ebraico e non ebraico". Fra gli argomenti che saranno affrontati, "le principali regole di Halacha che possono riguardare il lavoro dell'informazione, alcune prospettive di Middot/Mussar (l'esigenza di giudicare gli altri favorevolmente e quella di esprimere una visione positiva della propria identita'), spunti dalla storia ebraica e dalla vita di alcuni dei rabbini giornalisti che hanno segnato le vicende dell'ebraismo italiano. Ospiti della prima giornata Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, che interverra' su 'Legge ebraica e impegno professionale. Cosa ci si attende da un ebreo giornalista', e Alberto Moshe Somekh che terra' una lezione dedicata alle regole che probiscono la maldicenza e le attivita' lesive dell'onorabilita' altrui ('Giornalismo, rechilut e lashon ha-ra")". "Relatori della seconda giornata, il rabbino capo di Milano Alfonso Arbib ('Esigenze dell'informazione e requisiti del carattere: la risposta ebraica per un impegno professionale sulle vie del Mussar') e il coordinatore del Collegio Rabbinico Italiano Gianfranco Di Segni ('I rabbini giornalisti nella storia degli ebrei italiani')". "Si tratta della prima occasione - commenta Guido Vitale, coordinatore dei dipartimenti Informazione e Cultura dell'Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane - di intraprendere un lavoro appassionante: quello di accordare l'esigenza di fare informazione ebraica in maniera professionale e non parrocchiale e il dovere di portare nella professione giornalistica la propria identita' in maniera viva, compiuta e creativa. Di essere ebrei consapevoli impegnati sul fronte dell'informazione e non piu' soltanto giornalisti ebrei. In una situazione di profonde mutazioni e di grandi inquietudini nella societa' italiana e nel mondo ebraico in particolare, si tratta anche dell'occasione di comprendersi meglio. Di dialogare nel rispetto reciproco e nella consapevolezza che la Legge ebraica puo' e deve essere conosciuta e praticata in ogni momento del proprio itinerario tradizionale e che l'etica professionale giornalistica puo' e deve essere comunicata senza ambiguita' e mediante comportamenti trasparenti al nostro pubblico e ai nostri Maestri".