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Partita la spedizione 'Sulle tracce dei ghiacciai', Alaska meta della terza edizione

Un progetto dell'associazione italiana 'Macromicro'
domenica 28 luglio 2013

2' di lettura

Roma, 22 lug. - (Adnkronos) - Sono i ghiacciai a registrare i cambiamenti della Terra che coinvolgono atmosfera e clima, condizionando la biosfera e l'ambiente dell'uomo. Per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici, coniugando comparazione fotografica e ricerca scientifica sul campo, parte oggi la terza spedizione del progetto "Sulle tracce dei ghiacciai" che ha come meta i ghiacci dell'Alaska. Il team di ricerca, coordinato da Claudio Smiraglia, esperto glaciologo dell'università Statale di Milano, mette insieme i ricercatori più esperti nel campo della glaciologia, provenienti da tutto il mondo. Il progetto dell'associazione no-profit Macromicro ripercorre in 6 spedizioni le catene montuose più significative del Pianeta. Ogni spedizione prevede un confronto fotografico tra immagini storiche e attuali, e una raccolta di dati sul campo con successiva analisi in laboratorio. Fino ad ora sono stati studiati i ghiacciai del Karakorum in Pakistan (2009) e del Caucaso (2011). L'Alaska, meta di quest'anno, ospita il maggior numero di ghiacciai montani del nostro pianeta. La stima, proposta da Bruce Molnia dell'Us Geolocical Survey, è di 75.000 kmq di superficie ricoperta di ghiaccio, circa 35 volte quella dei ghiacciai delle Alpi, e rappresenta il 5% dell'intera superficie dello stato americano. Negli ultimi anni la maggior parte dei ghiacciai in questa regione ha perso volume. Il team verificherà lo stato di questa situazione e riporterà i risultati al pubblico. Per questo l'associazione Macromicro ha attivato collaborazioni con alcuni noti istituti di ricerca, come il National Snow and Ice Data Center di Boulder, Colorado, che gestisce l'archivio mondiale delle fotografie e dei dati scientifici dei ghiacciai, e il Comitato Glaciologico Italiano che, dal 1895, promuove e coordina le ricerche nel settore della glaciologia in Italia. Come spiega Fabiano Ventura, fotografo della spedizione e ideatore del progetto, la ricerca attingerà al vasto archivio di immagini lasciato dai fotografi esploratori a partire dalla fine dell'800. I loro scatti costituiranno la base storica per le analisi comparative fotografiche sullo stato dei ghiacciai dell'Alaska. "Le nostre immagini - spiega Ventura - saranno realizzate dallo stesso punto geografico e nello stesso periodo dell'anno. Al ritorno dalla spedizione verrà effettuato un lungo lavoro di restauro e post produzione. Le immagini saranno sovrapposte digitalmente tramite software specifici, cosa che permetterà agli studiosi di verificare visivamente i mutamenti occorsi ai ghiacciai nel lasso di tempo che separa le due riprese". Obiettivo della spedizione è suscitare nell'opinione pubblica, attraverso il forte impatto visivo delle immagini, una maggiore coscienza ambientale e una consapevolezza delle problematiche legate ai cambiamenti climatici e alla gestione sostenibile delle risorse naturali, prima fra tutte l'acqua.

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