(Adnkronos) - "I giovani che si formano in Italia, e che vi restano, - rimarca Bernardini- sono pochi. Su 14 fondazioni liriche abbiamo 6 corpi di ballo, tre dei quali sono a rischio chiusura. Il caso piu' eclatante e' quello del Maggio Musicale Fiorentino. Il Massimo di Palermo -ricorda il presidente dell'Agis Danza- e' senza direttore e i ballerini stabili sono dieci. I ragazzi che si formano da noi sono costretti ad andare all'estero. Tanto per fare un esempio, la compagnia di Dresda e' costituita, per meta', da ballerini che si sono diplomati alla Scala". Sulla stessa lunghezza d'onda del presidente dell'Agis Danza si colloca Margherita Parrilla, direttore dell'Accademia Nazionale di Danza. "Quest'anno -evidenzia- sono diminuite le iscrizioni. Noi, in Italia, siamo l'unica Accademia nazionale: in tempi di crisi per un giovane che vive in un'altra citta' e' complicato programmare un lungo soggiorno a Roma. I costi da affrontare sono tanti. E non hanno giovato all'immagine dell'Accademia le tante polemiche che ci sono state negli ultimi tempi". Le note dolenti riguardano, inoltre gli sbocchi professionali. "Le possibilita' d'impiego negli enti lirici -ammette Parrilla- sono limitate e i fondi del Mibac sono pochi. In ogni caso, ci dovrebbe essere maggiore coordinamento tra la formazione e il lavoro nei diversi teatri. Bisognerebbe imitare il rapporto diretto che c'e' tra le universita' e le aziende che assumono i laureati piu' virtuosi". (segue)