Roma, 23 lug. (Adnkronos) - C'e' un sacrosanto diritto all'oblio anche per chi ha avuto un passato da terrorista e si e' renserito nel contesto sociale. Lo ha evidenziato la Cassazione, convalidando un risarcimento danni nei confronti di un ex esponente di Prima linea che nel 1979 era stato condannato e aveva poi espiato la pena ricostruendosi una vita che, nel 1998, si era ritrovato su un quotidiano con tanto di foto e di 'intervista' a corredo di un servizio che parlava del ritrovamento, a Como, di un arsenale di armi appartenente alle Brigate rosse. L'ex esponente di Prima linea ha querelato il giornale in questione che veniva condannato a risarcirlo con 30 mila euro. Ora la Cassazione (Terza sezione civile, sentenza 16111) ha convalidato la legittimita' di quel risarcimento, ricordando che "il diritto alla riservatezza che assume, nella specie, i connotati del diritto ad essere dimenticato - deve prevalere sul diritto di cronaca, perche' il fatto puro e semplice del ritrovamento di una cospicua quantita' di armi nella zona di residenza dell'ex esponente di Prima linea non poteva consentire al giornalista di creare un oggettivo (ed arbitrario) collegamento tra quell'evento, attuale, e la storia passata dell'ex terrorista ma pure ormai reinserito nel contesto sociale". Inoltre la Suprema Corte fa notare che "la riemersione, per cosi' dire, di un fatto molto lontano nel tempo, non si traduce, nella permanenza dell'interesse anche nel momento attuale". Convalidata cosi' la decisione della Corte d'appello di Milano del 2006.