Roma, 23 lug. - (Adnkronos) - "Definire il Piano Nazionale dei rifiuti per il superamento delle situazioni emergenziali e un assetto normativo certo e stabile, realmente ispirato dai principi di liberalizzazione e apertura del mercato; semplificare le procedure per il pagamento alle imprese della 'montagna' di crediti vantati nei confronti delle Pubbliche amministrazione; procedere ad una revisione della Tares". Sono queste le priorità in campo ambientale individuate da Fise Assoambiente, l'Associazione che in Confindustria rappresenta le aziende private, nel corso dell'Assemblea Pubblica tenutasi oggi a Roma presso la sede dell'Associazione alla presenza del responsabile segreteria tecnica del ministro dell'Ambiente, Massimiliano Atelli. L'iniziativa, dal titolo 'Tutti insieme per l'ambiente', giunge al termine di due anni di confronto e cooperazione tra i principali attori del mercato. Secondo l'analisi dell'Associazione, la mancata definizione di un modello di sviluppo e la presenza di numerose situazioni emergenziali hanno portato, oltre all'avvio di numerose procedure di infrazione da parte dell'Unione Europea e a rilevanti sanzioni di carattere pecuniario, anche ad una generale arretratezza del settore e notevoli dispersioni di preziose risorse finanziarie. Per il presidente Assoambiente, Monica Cerroni, "per superare definitivamente questa condizione ormai consolidata è oggi necessario pianificare e programmare in vista del conseguimento dell'obiettivo 'rifiuti zero', senza tuttavia paralizzare l'indispensabile industrializzazione del settore. A tal fine è essenziale procedere ad un riassetto della regolamentazione nazionale in materia ambientale, caratterizzata negli ultimi anni da una pluralità di interventi che hanno reso insopportabile il livello di instabilità, complessità e contraddittorietà delle norme". Il mercato della gestione dei rifiuti urbani esprime oggi un valore economico complessivamente pari ad oltre 8 miliardi di euro di fatturato ed occupa oltre 70.000 addetti distribuiti tra le imprese private e pubbliche. A preoccupare le imprese del settore non è solo il quadro normativo, ma anche lo scenario economico-finanziario. Il settore, infatti, è tra quelli storicamente più esposti ai ritardi dei pagamenti della Pa. Assoambiente ritiene, inoltre, improcrastinabile un rapido intervento in materia di Tares (in linea, peraltro, con quanto già preannunciato dal legislatore) attraverso una ridefinizione radicale dell'architettura complessiva del tributo, che consenta di assicurare la completa autonomia ed indipendenza del finanziamento del servizio di gestione dei rifiuti, in ossequio al principio comunitario secondo cui 'chi inquina paga'.