Bologna, 23 lug. - (Adnkronos) - "Studiando i documenti riconducibili alla pista palestinese ci sono troppe coincidenze che sono state tutte ignorate dopo indagini finite in breve tempo e credo, al contrario, andrebbero approfondite". E' quanto sostiene l'ex parlamentare e attuale consigliere provinciale di Fli Bologna, Enzo Raisi, che torna a insistere affinche' la Procura emiliana scandagli alcuni aspetti della pista legata ai terroristi palestinesi in merito alla strage alla Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980. Raisi, che si occupa da sempre del caso e lo scorso anno ha scritto su questo il libro 'Bomba non bomba', e' tornato a spulciare gli atti di quasi 30 anni fa depositati in Tribunale, sotto le Due Torri. Oggi, in conferenza stampa a Palazzo Malvezzi accanto al giornalista Gabriele Paradisi, ha ripercorso alcuni dettagli emersi dai verbali delle indagini e degli accertamenti fatti negli anni successivi alla strage, da cui emerge la presenza in citta', il 2 agosto, di un nuovo personaggio. Si tratta di un professore sardo di Aritzo, in provincia di Nuoro, "legato alla sinistra extraparlamentare", il cui passaporto e' stato trovato sotto le macerie della stazione. Oltre a tornare a chiedere approfondimenti sulla presenza di Mauro Di Vittorio, una delle vittime della strage, "poiche' - spiega Raisi - dalla lettura del suo diario pubblicato da Lotta Continua senza omissioni, si apprende che e' arrivato davanti alle scogliere di Dover e quindi non e' mai stato respinto alla frontiera ingelese", l'esponente di Fli chiede delucidazioni anche sul professore della Barbagia e sul brigatista Francesco Marra. (segue)