Roma, 23 lug. (Adnkronos) - "E' abbastanza difficile essere una nuova attrazione in una citta' in cui devi competere con i capolavori dell'antichita', del Rinascimento e del Barocco. Ma il Maxxi affronta sfide sempre piu' grandi: attrarre pubblico romano e conquistare una reputazione sulla scena internazionale". Con queste parole inizia l'ampio articolo che il New York Times dedica oggi al Museo nazionale per le arti del XXI secolo. La giornalista Elisabetta Povoledo, intervistando il Presidente della Fondazione Maxxi Giovanna Melandri, racconta le nuove strategie del museo: coinvolgere ed attrarre sempre un maggior numero di visitatori e, nel contempo, ampliare la sua missione e diventare una grande istituzione per la creativita' contemporanea. "Il nostro obiettivo - dice Melandri - e' diventare un hub della creativita' contemporanea e metterci in rete con le altre istituzioni culturali italiane e internazionali". L'articolo parla di un fermento piuttosto inconsueto per un museo: con la piazza animatissima, incontri, musica dal vivo, rassegne di cinema. Senza mai perdere di vista quello che Melandri definisce il core business del museo: le mostre di altissima qualita'. Ora per esempio ce ne sono sei in corso (Galleria Vezzoli, Luigi Ghirri. Pensare per immagini; Alighiero Boetti a Roma; Fiona Tan. Inventory; Energy. Architettura e reti del petrolio e del post petrolio; YAP Maxxi 2013; oltre a The Sea is My Land, nello spazio D). Continua Melandri, a proposito dei finanziamenti per il sostegno alla cultura: "Il nostro obiettivo strategico e' costruire in Italia una istituzione culturale sostenuta sia dal pubblico che dai privati". A tal proposito, Povoledo cita gli esempi di collaborazione con Ermenegildo Zegna, eni e la cena di fundraising per la mostra Galleria Vezzoli, che ha consentito al museo di raccogliere oltre 400mila Euro. L'articolo si conclude evidenziando come in breve tempo le strategie del Maxxi hanno dato i primi frutti. I visitatori nei primi sei mesi del 2013 sono aumenti del 30%.