Roma, 23 lug. (Adnkronos) - Compira' 100 anni il prossimo 29 luglio Erik Priebke, il capitano delle SS condannato all'ergastolo nel 1998 per aver partecipato alla pianificazione e alla realizzazione dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, rappresaglia tedesca contro l'attentato di via Rasella. Nato a Hennigsdorf nel 1913, Priebke aderi' a 20 anni al Partito Nazista dei Lavoratori Tedeschi. Heinrich Himmler lo fece entrare nelle SS e lo aiuto' nella carriera all'interno dell'esercito tedesco, dove raggiunse il grado di capitano. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale soggiorno' in Italia, dove insieme ad altri militari tedeschi partecipo' al cordinamento delle tattiche e delle strategie che il Terzo Reich avrebbe dovuto adottare nella penisola. Nel 1942 divenne capo della sezione di Brescia della Gestapo. L'anno successivo si trasferi' a Roma sotto il comando di Herbert Kappler, che in seguito Priebke dira' di considerare come un maestro. Dopo l'attacco partigiano che i Gruppi d'azione patriottica (o Gap) misero a segno contro il battaglione 'Bozen' in via Rasella a Roma, il 23 marzo 1944, Kappler lo coinvolse nel piano di organizzazione delle esecuzioni dei 335 ostaggi per vendicare i 33 morti tedeschi. Un eccidio che avvenne il giorno successivo alle Fosse Ardeatine, nelle cave di pozzolana situate due chilometri oltre Porta San Sebastiano. Con un colpo alla nuca vennero uccisi, secondo tempi calcolati e programmati con meticolosita', in circa cinque ore, dal primo pomeriggio alle 20, 335 italiani, di ogni eta' e di varia condizione sociale, patrioti, ebrei e rastrellati per caso. Una strage, per la quale oggi Priebke, in eta' avanzatissima, sta ancora scontando la sua pena. (segue)