Milano, 24 lug. (Adnkronos) - "La sentenza della Corte costituzionale che ha stabilito la non obbligatorieta' alla traduzione in carcere per chi si e' macchiato del reato di stupro, anche se perpetuato dal branco, mi trova fermamente in disaccordo" Ancor piu' alla luce dell'affermazione, da parte della stessa Corte, circa la gravita' del reato, considerato tra i piu' odiosi e riprovevoli del nostro codice". Lo ha dichiarato Guido Podesta', presidente della Provincia di Milano, commentando la decisione della Consulta di dichiarare illegittimo l'articolo 275 comma 3 del codice di procedura penale. "Trovo sbagliato -prosegue Podesta'- evitare una misura restrittiva della liberta' per tutti coloro che si sono macchiati di un gesto truce e orribile, almeno nella prima fase. Resta evidentemente valido per tutti i delitti l'obiettivo del recupero e il reinserimento nella vita sociale di quei soggetti che hanno commesso errori, anche gravi, nel loro percorso di vita, secondo quanto disposto dalla legge". Il presidente ha poi sottolineato come "un terzo delle donne, in tutto il mondo, sperimenteranno la violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita. Un particolare che fa rabbrividire". Podesta' ha richiamato quindi la giurisprudenza a "non sottostimare questo problema perche' una donna ferita, stuprata e offesa non vuole vendetta ma solamente la certezza che si compia giustizia".