Bologna, 24 lug. - (Adnkronos) - "Della vendita di parte della casa non abbiamo mai parlato con gli eredi di Lucio e comunque e' una loro decisione in cui io non entro, agendo loro in piena e legittima autonomia, quanto alla Fondazione invece mi sembra ancora in alto mar e non so se la faranno mai". Cosi' Michele Mondella, storico addetto stampa e amico di Lucio Dalla, commenta con l'Adnkronos la decisione degli eredi del cantante bolognese di mettere in vendita un piano della casa-museo di Via D'Azeglio dove, quando Dalla era in vita, viveva il suo collaboratore Marco Alemanno che gia' da tempo si e' trasferito in un appartamento in affitto e non ha voluto commentare la notizia. "L'idea inziale era quella di individuare la sede della fondazione nell'edificio di via D'Azeglio - prosegue Mondella - ne avevamo parlato con i parenti, poi non conosco le motivazioni economiche e i costi che li hanno spinti a decidere per la vendita". Quello che e' certo, secondo Mondella, e' che "la fondazione ha bisogno di fondi, ma credo che basterebbero 6 mesi o un anno di royalties per poterla fare senza toccare l'eredita'". Si tratta di una cifra stimabile in almeno 500 mila euro all'anno, proveniente da Siae, royalties ed edizioni, che potrebbero dunque essere investiti nella fondazione che Dalla voleva creare per sostenere i giovani artisti. (segue)