Roma, 24 lug. - (Adnkronos/Cinematografo.it) - "Il prossimo progetto mi portera' lontano, in Tanzania e a Los Angeles. Ho appena finito di scrivere la sceneggiatura che pero' non ha ancora un titolo, ma posso ribadire che si sviluppera' appunto tra Africa e America. La storia, quella di un avvocato di origini masai che per lavoro si ritrova a Hollywood, la mecca del cinema, a confronto con una realta' che non conosce. Come in altri miei lavori si trattera' di fotografare due civilta' che si incontrano e scontrano, tanto profondamente lontane e differenti tra loro. La Tanzania e' un'oasi in cui ancora oggi e' possibile trovare un'armonia tra uomo e natura, mentre gli Stati Uniti sono il simbolo di una civilta', quella occidentale, che procede a una velocita' folle senza piu' riuscire a fermarsi". A parlare e' Radu Miheaileanu regista pluripremiato cui si devono opere memorabili come 'Train de vie' e 'Il concerto', di passaggio a Roma prima di essere ospite del Ventotene Film Festival, diretto da Loredana Commonara, che lo omaggera' consegnandogli il Premio Vento d'Europa. Un riconoscimento assegnato per la prima volta, che premiando Miheaileanu vuole sottolineare come l'autore con le sue opere abbia esaltato l'idea di una cultura di respiro europeo. Un premio dall'alto valore simbolico, consegnato nell'isola dove settanta anni fa Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi scrissero 'Il Manifesto di Ventotene'. Miheaileanu ne e' consapevole, e nel dirsi onorato ribadisce l'importanza dell'azione di ogni singolo individuo nella costruzione dell'Europa Unita. E sottolinea inoltre la giusta battaglia per l'eccezione culturale, portata avanti in special modo dai registi italiani, rumeni e francesi stanno. Ma per tornare al progetto futuro, di nuovo al centro della narrazione l'uomo chiamato ad accettare culture diverse dalla propria. Il tutto ancora una volta condito da quell'umorismo che e' una delle costanti del cinema di Miheaileanu. (segue)