Roma, 24 lug. - (Adnkronos) - Una pittrice, un'attrice, una danzatrice, una fotografa. Quattro donne, Sara Rotondi, Gaia Insenga, Carmen De Sandi, Silvia Minguzzi. E quattro arti per rappresentare l'immagine della donna, la sua capacita' creatrice e creativa, la sua condizione storica e sociale. 'Tensione superficiale', l'esposizione allestita alla Casa internazionale delle donne (Roma, via della Lungara 19) per venerdi 26 luglio, non e' solo una mostra. Sara' accompagnata da una performance artistica di teatro danza, con riferimenti di denuncia della violenza che le donne fanno a se stesse, prima ancora della violenza che le donne subiscono. Una scelta che si lega al concetto di 'tensione superficiale', una proprieta' dell'acqua, per cui le molecole in superficie tendono a costituire, per attrazione, una membrana su cui gli insetti possono pattinare. Diventa l'immagine adatta a descrivere lo stato di sospensione, smarrimento e resistenza iniziale al riabbandonarsi allo stato di originaria vitalita', in cui ogni essere umano viene alla luce, identificato nell'immagine dell'acqua, ed in cui non vi e' malattia. Una dimensione che puo' dare liberta' e puo' essere ricreata e recuperata anche col tempo. Attraverso un puro gesto creativo immediato, l'artista abbandona la coscienza e recupera i contenuti piu' profondi della realta' psichica umana. Evoca la dimensione creativa originaria di pura vitalita', che e' fondamentale per ricreare la nascita come condizione umana di sanita' psichica ed affettiva, che determina l'identita' umana. La donna, piu' incline per sua natura ad entrare in contatto con l'irrazionale, ha quindi il dovere di assumere tale consapevolezza e difendere il coraggio di creare immagini e ricreare nuovamente la propria.