(Adnkronos) - Una missiva i cui termini esatti non solo al momento resi noti, ma che vertono, da quanto si legge nella nota dell'organismo di vigilanza, su aspetti diversi. La fusione, si ricorda, rappresenta la seconda fase attuativa del progetto di integrazione tra i gruppi Unipol e Premafin/Fonsai, "finalizzato a sanare le carenze di solvibilita' corretta del gruppo Fonsai e della controllante Premafin a suo tempo contestate dall'istituto". L'autorizzazione alla fusione costituisce l'esito del procedimento avviato dall'istituto il 28 dicembre 2012, poi sospeso il 21 febbraio scorso "al fine di acquisire pareri e informazioni dalle societa' coinvolte e da altre autorita' nazionali ed estere. In pari data, l'Ivass aveva avviato anche accertamenti ispettivi presso Unipol, Fonsai e Milano". Un'attivita' di vigilanza diretta ad accertare "il rispetto del principio di sana e prudente gestione e il possesso da parte della societa' incorporante, una volta attuata la fusione, di un adeguato margine di solvibilita' e di attivi idonei alla copertura delle riserve tecniche". Se per Unipol si tratta di un riconoscimento non scontato, visti i dubbi emersi nel corso del lungo processo che ha portato all'acquisizione, ora la parola passa agli azionisti, che si riuniranno in assemblea nel prossimo autunno per approvare l'integrazione a 4 tra Unipol, Fonsai, Premafin e Milano Assicurazioni. L'unico dubbio riguarda proprio la Milano, i cui azionisti di risparmio hanno in teoria potere di veto sull'operazione. Il 30 luglio a Bologna i soci di Premafin e Fonsai dovranno decidere le azioni di responsabilita' nei confronti dei Ligresti.