Roma, 26 lug. (Adnkronos) - "Mi dispiace dover procedere a licenziamenti, ma mi dispiacerebbe di piu' non fare le cose necessarie. Come amministratore della Fondazione e della citta' ho il dovere di agire per salvare il teatro". Cosi' in un'intervista al quotidiano 'La Stampa' il sindaco di Genova, Marco Doria, parla dei licenziamenti al teatro Carlo Felice che "si sarebbero potuti evitare -dice- se fossero passati i contratti di solidarieta'". Secondo il sindaco e presidente della Fondazione lirica, "c'e' stata una grave sottovalutazione di quanto la situazione fosse critica". Per il teatro, che ha 275 lavoratori, si era arrivati a un accordo che "prevedeva ammortizzatori sociali -spiega Doria- e contratti di solidarieta' per tutelare i posti di lavoro e garantire l'equilibrio dell'ente". Un'intesa sottoscritta da "quattro sigle sindacali su cinque", che doveva essere sottoposta a un referendum fra tutti i lavoratori. "Poi c'e' stata un'assemblea -prosegue il primo cittadino di Genova- con meno della meta' dei 275 lavoratori dell'Ente. In 83 si sono espressi per il rinvio a settembre del referendum fra tutti i dipendenti. Una minoranza ha scelto di non far svolgere una consultazione democratica". Secondo Doria pero' "e' insostenibile rinviare tutto a settembre. E' assurdo, non abbiamo piu' tempo. Quindi -conclude- ognuno si assumera' le proprie responsabilita'. Io le mie".