(Adnkronos) - E' emerso che il malavitoso, con l'ausilio del fratello, avrebbe attribuito fittiziamente disponibilita' finanziarie, derivanti da reati, a cinque prestanome, anch'essi raggiunti dai sequestri in corso di esecuzione che, a vario titolo, dovranno rispondere dei reati di trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti. Oltre alle investigazioni volte all'accertamento delle singole responsabilita' delle persone colpite dal provvedimento di sequestro di oggi, su delega della Direzione distrettuale antimafia, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari hanno svolto indagini patrimoniali e finanziarie volte all'esatta quantificazione e sottrazione dei patrimoni accumulati illecitamente dallo stesso pregiudicato, ad esempio incrociando le risultanze ricavabili dalle banche dati in uso al Corpo (Anagrafe Tributaria, Camera di Commercio, Pra, Catasto ecc.) grazie alle quali e' stato possibile tracciare un puntuale ed analitico profilo patrimoniale degli indagati e dei loro conviventi; evidenziando, grazie all'ausilio di sofisticati sistemi informatici, una netta sproporzione tra l'elevato tenore di vita delle persone indagate ed i redditi dichiarati da considerarsi sulla soglia della poverta'. Le indagini hanno accertato enormi sproporzioni fra le fonti di reddito degli indagati ed il cospicuo valore dei beni mobili ed immobili nella loro effettiva disponibilita'. In tal senso, il gip ha disposto il sequestro preventivo di beni posseduti dagli indagati in misura sproporzionata rispetto al reddito dichiarato, ed in particolare, quote societarie di imprese con sede in Bari, 5 immobili ubicati a Bari, Modugno e Ostuni (Brindisi), conti correnti, tre auto di grossa cilindrata e mezzi commerciali della Bolle S.r.l. per un valore di mercato complessivo di oltre 2 milioni di euro.