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Giorgio Tirabassi chitarrista manouche nello show-omaggio a Reinhardt

Spettacolo di musica e parole
domenica 28 luglio 2013

2' di lettura

Roma, 26 lug. (Adnkronos) - Non impugnerà la pistola del commissario Ardenzi né i mestoli dello chef Perrone, ma imbraccerà una chitarra manouche: Giorgio Tirabassi, noto attore della fiction italiana (Distretto di polizia, Paolo Borsellino, Benvenuti a tavola Nord vs Sud), sarà protagonista del nuovo progetto del Festival Jazz Tradizionale - Città di Lanciano "Django Reinhardt, il fulmine a tre dita" che andrà in scena in anteprima nazionale domenica prossima dalle ore 21 nella città abruzzese. Ideato dal chitarrista romano Gianfranco Malorgio dell’Hot Club Roma e dal direttore artistico del Festival Renato Gattone, lo spettacolo di musica e parole racconterà al pubblico la vita del più grande jazzista europeo, all'apice del successo negli anni Trenta e Quaranta. Sul palco allestito nel Chiostro del Polo museale Santo Spirito, Tirabassi, grande appassionato di chitarra e del Gypsy Jazz, rivestirà il duplice ruolo di narratore e musicista, racconterà i passi e gli aneddoti più significativi della vita del jazzista belga, di etnia Rom. Tra momenti ironici e passaggi commoventi, lo spettatore si ritroverà proiettato nell'Europa delle sale da ballo dell'epoca, percependone le atmosfere come in un film in bianco e nero. In "Django Reinhardt, il fulmine a tre dita" la musica è affidata ad una band di musicisti professionisti del Gypsy Jazz, per una potenza di suoni che si preannuncia coinvolgente e appassionante. La formazione vede infatti Moreno Viglione alla chitarra solista, Mauro Carpi al violino, Gianluca Galvani alla cornetta, Gian Piero Lo Piccolo al clarinetto e sax, Gianfranco Malorgio alla chitarra ritmica, Renato Gattone al contrabbasso e un big delle bacchette jazz del calibro di Gianluca Perasole alla batteria. "Nuages (1940), scritto durante la seconda Guerra mondiale a Parigi, è il brano che rese popolare Django. Una melodia semplice - spiegano i musicisti Malorgio e Gattone - che seppe, tuttavia, conquistare il cuore dei francesi durante l'occupazione, fino a diventare una sorta di inno per la resistenza. Il disco vendette oltre 100 mila copie, una cifra esorbitante per l'epoca. Di facile ascolto, il Jazz Manouche alterna momenti ricchi di virtuosismi ad altri romantici e intrisi di malinconia - aggiungono gli ideatori dello spettacolo -; sentimenti e stati d'animo che solo la musica gitana sa evocare, riuscendo a toccare le corde più nascoste di ognuno di noi". Mito senza tempo, anche il cinema gli ha tributato importanti omaggi: alla vita di Django si riferì Woody Allen con il film Accordi e disaccordi nel 1999; l'anno dopo, Johnny Depp in Chocolat interpretò Minor Swing, uno dei brani simbolo di Django e tema della colonna sonora candidata all'Oscar nel 2001. Lo spettacolo di domenica è di fatto l'anteprima nazionale della IV edizione del Festival Jazz Tradizionale di Lanciano. L'inizio dello spettacolo è previsto per le 21 e il biglietto costa 10 euro.

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