(Adnkronos) - Se, dunque, al momento un'archiviazione del fascicolo sui due ex terroristi tedeschi, figure cardine dell'inchiesta bis, non sembrerebbe al momento da escludersi, e' certo invece che la Procura di Bologna proseguira' ogni approfondimento per giungere alla completa verita', per la quale mancano ancora i nomi dei mandanti. "Sulla strage di Bologna non smetteremo mai di indagare e sottoporremo ad approfondimento ogni spunto investigativo che venga dal nostro lavoro o anche dall'esterno - ha assicurato Alfonso - e lo faremo perche' questo e' il nostro mestiere, ma anche perche' lo dobbiamo ai parenti delle vitime e al Paese". Intanto, nel corso di questi due anni, la Procura ha anche vagliato l'eventuale ruolo di Mauro Di Vittorio, giovane attivista di sinistra rimasto anch'egli vittima della strage e sul quale piu' volte l'ex parlamentare di Fli Enzo Raisi, aveva chiesto di fare accertamenti. "Non e' emerso alcun elemento che lega il ragazzo ad un movente o alla strage" hanno spiegato gli inquirenti di Bologna che hanno sentito, su questo, diverse persone. "Nessun aggancio" o elemento concreto che provasse un collegamento sarebbe emerso, inoltre, sugli eventuali coinvolgimenti del brigatista Francesco Marra o del professore sardo il cui passaporto fu trovato sotto le macerie della stazione, pur non essendo lui tra le vittime o tra i dispersi, segnalati dopo l'esplosione che, nell'estate di 33 anni fa, falcio' la vita di 85 persone e provoco' 200 feriti.