Bari, 26 lug. (Adnkronos) - "Prima di indagare sugli illeciti nella gestione della sanita' regionale pugliese, anche per chi oggi mi accusa, ero magistrato competente e attento e del resto i risultati prodotti in 15 anni di lavoro appassionato e serio presso la Procura di Bari sono sotto gli occhi di tutti. La mia incompatibilita' ambientale nasce dall' 'incolpevole' circostanza di essermi imbattuta in un'indagine che avevo il dovere, in ossequio al servizio che svolgevo per i cittadini di Bari, di approfondire e concludere; doveri che mi imponevano di non voltare la testa, di non tenere le carte nei cassetti". E' quanto afferma il pm della Procura di Bari, Desiree Digeronimo, nella lettera aperta ai cittadini baresi con cui si 'congeda' dal ruolo dopo che ieri il Csm ha accolto la sua richiesta di trasferimento per incompatibilita' alla Procura di Roma. "Incolpevolemente' ho pensato che indossare la toga - argomenta - significasse osservare fino in fondo il principio che 'la legge e' uguale per tutti' e pur provocata e aggredita , 'incolpevolemente' ho pensato che per un giudice il primo dovere fosse proseguire il suo lavoro nel silenzio e nella riservatezza, facendo parlare esclusivamente i propri provvedimenti. Ed in effetti i provvedimenti della Corte di Cassazione - sottolinea il pm - che hanno confermato la bonta' dell'impianto accusatorio dell'indagine sulla sanita' che sino al novembre 2009 ho personalmente seguito e poi condiviso con altri colleghi non possono che parlare per me". (segue)