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Chiesa: per Tonini 'la vita era la piu' grande invenzione di Dio'

domenica 28 luglio 2013

2' di lettura

Citta' del Vaticano, 28 lug. (Adnkronos) - "Bisogna che ci rendiamo conto che la vita e' un dono enorme, un regalo… Un regalo! La vita umana e' la cosa piu' grande che Dio ha inventato". Cosi' il Cardinale Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna-Cervia, scomparso questa notte all'eta' di 99 anni, parlava della vita e tracciava un bilancio della sua esistenza, apartire dalla sua vocazione, in un'intervista alla Radio Vaticana, in occasione del suo 95esimo compleanno. "Io ho vissuto la mia infanzia, fino ai 9-10-11 anni proprio in attesa di cio' che il Signore mi facesse capire che desiderava da me. Di qui - diceva il Cardinale nell'intervista, riportata oggi dalla RadioVaticana - avevo una gran voglia di studiare, di essere pronto con gli studi e poi addirittura di incominciare a conoscere qualche lingua, perche' capivo che c'erano dei disegni Dio in vista del mio futuro. Ma io devo ringraziare il Signore, perche' mi ha fatto vivere un po' nel futuro quando ero ragazzetto e mi e' servito parecchio, perche' quando questi grandi desideri di bene afferrano un ragazzo all'inizio della sua vita, ebbene, allora tutti i sentimenti si muovono in quella direzione. E questa e' una cosa molto bella. Secondo me, la fortuna di un ragazzo sono i desideri che gli nascono dentro, quello che noi chiamiamo la vocazione. Cioe', nei ragazzi non sono i comandi che contano: sono i desideri che si riesce ad accendere in loro. Il bene non deve essere comandato, ma deve diventare un'attrazione, il bene!". E ancora: Gesu' - diceva "e' veramente il 'Salvatore'. Gesu' e' il mio gusto, il mio sapore, i miei desideri, insomma … E' una vera e propria attrazione dell'anima". E sui giovani di oggi? "C'e' un po' piu' di consapevolezza… Quando noi pensiamo, ad esempio, al fatto che i nostri ragazzi conoscono il francese, l'inglese, il tedesco, o questa capacita' che hanno i nostri ragazzi di entrare in colloquio con il resto del mondo: sa che e' un grande dono? E' difficile, domani, che scoppino le guerre quando i cittadini delle singole nazioni sono in contatto direttamente, conoscendosi, ciascuno conoscendo l'altro e imparando quanto ci sia di simile, quanto ci sia di bene nell'altro, quanto possa dare e ricevere…".

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