Roma, 9 apr. (Adnkronos) - Dare del 'boia' ad Erick Priebke non e' affatto diffamatorio visto che il termine riproduce "esattamente" l'attivita' svolta dall'ex Ss "nel corso della seconda guerra mondiale". Priebke "esegui' sentenza di morte" che portarono all'eccidio delle Fosse Ardearine in cui morirono 335 persone. Ecco perche' la Cassazione ha bocciato il ricorso presentato dalla difesa di Priebke che insisteva nella richiesta di risarcimento danni (oltre cento milioni di euro) per la diffamazione - a suo dire - subita in seguito ad un articolo pubblicato su 'La Repubblica' in cui Priebke veniva definito 'boia'. L'espressione e' sempre stata assolta sia dal Tribunale che dalla Corte d'appello di Roma, marzo 2007, che sottolineava come era legittima "la definizione tecnico linguistica del termine boia" che definisce "colui che ha l'ufficio di eseguire le sentenza di morte" ed era "esattamente l'attivita' svolta da Priebke nel corso della seconda guerra mondiale". La Terza sezione civile (sentenza 8566) ha sottoscritto il giudizio dei colleghi di merito e, bocciando il ricorso di Priebke, ha osservato che "nessuno dei motivi di doglianza risultano minimamente idonei a scalfire la stringata quanto lapidaria ed incensurabile motivazione adottata dalla corte d'appello che, con il semplice quanto efficace richiamo al significato lessicale del termine cosi' come rinvenuto in un noto vocabolario della lingua italiana, ha condivisibilmente escluso ogni valenza ed ogni contenuto diffamatorio nell'espressione". Priebke e' stato condannato anche a sborsare 2100 euro di spese processuali.