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Sanita': Pipitone (Idv), crollo esami e' fine modello sanitario veneto?

domenica 14 aprile 2013
2' di lettura

Venezia 10 apr. (Adnkronos) - "E' la fine del modello sanitario veneto?". Se lo chiede il capogruppo regionale in Veneto di Italia dei Valori, Antonino Pipitone, commentando il crollo delle cure, che ha causato un calo nei ticket incassati di 20 milioni di euro, rispetto ai 198 milioni del 2011 e ai 178 del 2012. "Qualcuno ricorda, nel novembre 2011, la circolare ai medici di famiglia, trattati come polli da spennare, che intimava di utilizzare solo ricette rosse per non essere perseguiti per danno erariale ed evasione fiscale? Da allora, una serie simile di errori ci ha portato al dato di oggi, che parla di 2 milioni e 300mila esami in meno nella sanita' pubblica veneta nel 2012 rispetto al 2011. Una situazione logica e consequenziale", osserva. "Era prevedibile e noi lo abbiamo fatto in tempi non sospetti. Ci siamo poi dimenticati - aggiunge Pipitone - che, nel marzo 2012, il Consiglio regionale ha approvato all'unanimita' una mia mozione che, testuale, "impegna la Giunta regionale ad individuare un'esenzione che permetta ai cittadini di pagare un solo ticket aggiuntivo nel caso di un unico accertamento diagnostico, pur in presenza di piu' impegnative"? Perche' la Giunta non ha mosso un dito? Cosa aspetta?. Ma - osserva il capogruppo dell'IdV - dire semplicemente che i veneti non si curano e' una sciocchezza, senza i dati completi. Per chiudere il quadro l'assessore deve portare un rapporto sulla sanita' privata, cosi' vediamo se loro hanno avuto degli aumenti, a confronto con il crollo della sanita' pubblica". "Alla fine - osserva Pipitone - e' successo quel che ripeto da anni. Chi ha un reddito medio alto va direttamente nel privato, e cosi' il pubblico non e' piu' un competitor alla pari e viene usato solo da chi ha l'esenzione totale. Un danno enorme per la Regione, anche perche' far lavorare di meno il pubblico (meno analisi, meno visite) non ti fa risparmiare, perche' il personale lo devi pagare lo stesso e le strutture anche. Risparmiamo solo sui kit per le analisi, ma intanto perdiamo 2 milioni di esami e 20 milioni di euro, mentre la povera gente e' strozzata dal balzello dei ticket multipli e chi ha i soldi va direttamente nel privato".

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