(Adnkronos) - E' quindi emerso che, come ogni latitante, anche Bindi manteneva i rapporti con le persone a lui care, residenti in Toscana, con le quali, adottando tutte le precauzioni del caso, si sentiva per telefono e di tanto in tanto li incontrava, venendo da loro raggiunto in Germania. Era proprio questa la nazione scelta da Bindi per sottrarsi alle ricerche dello Stato italiano, dove si era costruito una nuova vita, una nuova relazione sentimentale culminata con la nascita di una bimba; un posto di lavoro regolare, tanto da mantenere la sua vera identità, avendo infine nella disponibilità, addirittura due abitazioni ed in una di queste stava eseguendo dei lavori di ristrutturazione, con manodopera che lui stesso provvedeva a pagare, al fine di poter quanto prima far trasferire anche i suoi famigliari residenti in Italia. Gli investigatori, attraverso una meticolosa attività tecnica, sono riusciti a ricostruire i movimenti del latitante, ad individuare le modalità con le quali teneva i rapporti con i famigliari, in particolare con la mamma ed il fratello, residenti rispettivamente a Pescia (Pistoia) e Altopascio, con i quali si sentiva più frequentemente. (segue)