Cortina d'Ampezzo, 28 dic. - (Adnkronos) - "Senza luce per un giorno e mezzo, senza telefoni e senza notizie certe. Eravamo riusciti a contattare le società elettriche, ma nessuno sapeva dirci dove fosse il problema e quanto sarebbe durato. La stessa situazione la viveva la Prefettura con la quale riuscivamo a comunicare saltuariamente quando la linea telefonica ce lo permetteva. Ciononostante, la Comunità di Cortina ha retto: tutti gli operai al buio hanno lavorato giorno e notte per per rendere le strade percorribili, mentre si sono segnalati tantissimi casi di solidarietà, dai vigili del fuoco ai carabinieri fino agli alberghi con generatore che hanno condiviso caldo e elettricità con chi era rimasto senza". Questo il racconto del vice sindaco di Cortina d'Ampezzo, Enrico Pompanin, dei due giorni, 26 e 27 dicembre, di black out elettrico. "Qualcuno si è lamentato che dal Comune non sono arrivate informazioni, ma il Comune non aveva mezzi per comunicare. - spiega ancora Pompanin - Il Comune aveva solo da coordinare gli interventi diretti da mettere in pratica all'istante e questo ha fatto, dando la priorità alle strutture di ricovero e sanitarie e liberando le strade dalla neve. È evidente che si sono dimostrate delle deficienze strutturali molto gravi". "L'arrivo dei generatori non è stato pianificato e abbiamo dovuto rispondere alle singole emergenze di volta in volta. - continua il vicesindaco - Ancora oggi non ci arrivano informazioni tempestive sull'arrivo e la dislocazione dei generatori. La debolezza della linea elettrica che ha lasciato 150mila persone al buio, dall'Alto Adige al Cadore, è evidente a tutti, così come la scarsa manutenzione sulle linee che è probabilmente una delle cause principali del black out, assieme al peso eccezionale della nevicata. Ora - evidenzia Pompanin - bisogna capire cosa è successo, verificare, come ha detto Zaia, dove sono avvenuti i problemi e lavorare per risolverli definitivamente, senza isterismi e caccia alle streghe". (segue)