Cagliari, 15 lug. - (Adnkronos) - Maggiore efficienza della Regione sarda "nella lotta alle pesti suine e trichinellosi con la creazione di un impianto pubblico per lo smaltimento dei resti animali". L'invito arriva da Copagri Sardegna dopo la scoperta ed il sequestro, venerdi' scorso dalla Procura distrettuale antimafia, di una raccolta illegale di scarti di macellazione che sarebbero dovuti essere smaltiti in una struttura autorizzata nel cagliaritano. Venivano invece portati in Campania, lavorati e reinseriti sul mercato come farine animali. Copagri Sardegna, firmataria insieme alle altre organizzazioni agricole del protocollo d'intesa del 15 maggio 2012 con la Regione, pone il problema "della realizzazione di un impianto pubblico di smaltimento delle carcasse e degli scarti animali, ma gli alti prezzi di smaltimento imposti hanno scoraggiato gli allevatori a seguire le procedure di legge. Ne' la maggior parte dei Comuni ha individuato le aree dove, in condizioni di sicurezza, si possa provvedere all'interramento delle carcasse", spiega l'organizzazione. "Quello che manca e' l'azione di controllo del territorio volto a scoraggiare l'allevamento di animali fuori controllo e non anagrafati", spiega Ignazio Cirronis, presidente regionale di Copagri. "La Regione non ha ancora provveduto a rivedere l'articolo 12 del decreto dell'assessore della Sanita' n. 69 del 18 dicembre scorso per, come dice la Commissione Ue, semplificare, rendere piu' effettive e veloci le procedure in relazione ai suini illegalmente allevati".