(Adnkronos) - Due sono i momenti chiave nell'ascesa di Ligresti. Innanzitutto gli anni '80, quelli della 'Milano da bere', dominata dai socialisti di Bettino Craxi. Sono gli anni in cui si stringe ancora di piu' il rapporto fra Salvatore Ligresti e Cuccia. E' anche il sistema di relazioni che vede al centro l'uomo di Paterno' a favorire la privatizzazione di Mediobanca, nel 1988. Alla protezione di Cuccia si deve, invece, lo sbarco a Piazza Affari della capogruppo della galassia Ligresti, Premafin. Ma sono soprattutto gli ultimi dieci anni a certificare che il rapporto con Mediobanca e' sempre piu' solido. Dopo Tangentopoli, che lascia a Ligresti una condanna penale firmata dal pool di Mani pulite, il costruttore siciliano rischia di perdere buona parte del patrimonio. Ma resiste e, sempre grazie ai buoni uffici di Piazzetta Cuccia, rilancia. Nel 2002 arriva la fusione tra la Sai di Ligresti e la fiorentina Fondiaria, ai tempi controllata dalla Montedison. E' Vincenzo Maranghi a 'benedire' la nascita del primo polo assicurativo italiano del settore rc auto. Un'operazione che fa raddoppiare il giro d'affari della famiglia Ligresti. L'indicazione che Mediobanca impartisce con forza, e che porta in Fonsai sulla poltrona di amministratore delegato un manager del calibro di Enrico Bondi, e' quella di amministrare la nuova societa' con grande rigore. Ma la stagione di Bondi dura poco e nella galassia Ligresti dilaga la gestione familiare, con i figli di Salvatore che vengono sistemati nei consigli di amministrazione di tutte le societa' e delle loro controllate. La passione per i cavalli di Jonella, le borse Gilli per Giulia e Paolo che deve fare i conti con un padre che continua 'a dettar legge' portano alla cronaca degli ultimi mesi. (segue)