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Giglio: procuratore capo Grosseto, non fu inchino ma piacere a maitre di bordo

domenica 21 luglio 2013

1' di lettura

Grosseto, 17 lug. - (Adnkronos) - "Una cosa che va chiarita e' che l'incidente della Costa Concordia non fu dovuto ad un cosiddetto inchino, ma fu un piacere che il comandante Schettino volle fare a Tievoli, perche' i suoi famigliari che vivono al Giglio assistessero al passaggio ultraravvicinato sotto costa". Lo ha detto il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, parlando con i giornalisti a margine del processo per il naufragio della Concordia. Antonello Tievoli era un maitre di bordo della nave, residente al Giglio e una delle ipotesi accusatorie e' che il comandante Francesco Schettino sia passato a distanza ravvicinata per 'salutare' i famigliari del maitre, che sapevano che il loro congiunto era a bordo.

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