Terni, 17 lug. (Adnkronos) - "Nel corso delle indagini e' stato appurato il ricorso ad una serie di mezzi fraudolenti, atti ideologicamente falsi, atti illeciti, comunicazioni tardive e proroghe richieste ad arte che hanno consentito l'assegnazione del complesso del Castello ad una societa' immobiliare pur non avendo la stessa i requisiti richiesti dal bando". Il passaggio dell'ordinanza del gip Pierluigi Panariello del tribunale di Terni fotografa con nettezza le cause che hanno portato all'arresto di due ex tecnici della Curia di terni, che si erano dimessi in seguito al ricevimento dell'avviso di garanzia da parte della magistratura e un tecnico del Comune di Narni. Secondo la ricostruzione accusatoria, Luca Galletti e Paolo Zappelli, per lungo tempo ai vertici rispettivamente dell'ufficio tecnico e dell'ufficio amministrativo della diocesi di Terni Narni e Amelia, sono accusati di aver dato vita ad un'associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta e alla truffa. Stessa accusa anche per Antonio Zitti, tecnico del comune di Narni che avrebbe avuto un ruolo chiave nella vicenda oggetto di indagine legata alla compravendita del Castello di Narni avvenuta fra il 2010 e il 2011. Un affare accompagnato da numerose irregolarita' e che - secondo gli inquirenti - avrebbe prodotto un ammanco di oltre un milione di euro nelle casse della Curia. Gia' nel mese di marzo erano state eseguite una serie di perquisizioni locali presso l'Istituto Diocesano per il Sostentamento per il Clero di Terni, il Comune di Narni, lo studio di un notaio ternano, la Curia e presso l'abitazione dei due ex amministratori della Curia che nel corso degli anni hanno effettuato un'infinita' di operazioni immobiliari, finite poi sotto la lente di ingrandimento degli investigatori. (segue)