Palermo, 17 lug. (Adnkronos) - "Non commento di solito le sentenze e on lo faccio neppure oggi. Leggeremo con molto interesse le motivazioni e poi valuteremo se impugnare la sentenza di assoluzione di Mori e Obinu. Pero', vedendo che l'assoluzione e' avvenuta perche' 'il fatto non costituisce reato' mi viene da pensare che i fatti da noi contestati non sono stati ritenuti infondati". Lo ha detto all'Adnkronos il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, commentando la sentenza di assoluzione del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura del boss mafioso Bernardo Provenzano nel '95. "Nel dispositivo della sentenza si legge che l'assoluzione e' stata decisa perche' il fatto non costituisce reato e non perche' il fatto non sussiste -spiega ancora Messineo che non ha assistito alla lettura della sentenza- sembrerebbe quindi che ci sia la mancanza dell'elemento soggettivo, cioe' di dolo o di colpa. Quindi tutto fa pensare che Mori e Obinu siano stati assolti non perche' non abbiano compiuto il reato ma perche' il fatto non costituisce reato. Ecco perche' ritengo che i fatti da noi contestati sono stati ritenuti dai giudici non infondati. In ogni caso aspettiamo la lettura delle motivazioni della sentenza per poterci esprimere". Alla domanda se si senta amareggiato, come aveva detto poco prima il procuratore aggiunto Vittorio Teresi, Francesco Messineo allarga le braccia e dice: "non mi sento ne' esaltato ne' amareggiato. C'e' stata una sentenza e non possiamo che accettarla...".