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In arrivo il 'carbon credit' dai molluschi, al via la prima intesa mondiale

Siglata intesa oggi a Bologna tra Unindistria Rovigo e Lega Pesca-Ama (Associazione mediterranea acquacoltori)
domenica 21 luglio 2013

2' di lettura

Bologna, 18 lug. - (Adnkronos) - E' stato battezzato 'blue carbon' ed è il carbonio atmosferico catturato non dalle foreste di terra ('green carbon') ma dai molluschi che vivono nel mare o nelle lagune salmastre. Si tratta di fatto, della quota di anidride carbonica che viene sequestrata dai gusci di ostriche, cozze e vongole. Un processo di fotosintesi marina attorno al quale ruota l'accordo nazionale, primo nel suo genere a livello mondiale, siglato oggi a Bologna tra Unindistria Rovigo e Lega Pesca-Ama (Associazione mediterranea acquacoltori). In sostanza, l'accordo mira a far entrare le imprese italiane di molluschicoltura nei due mercati, quello obbligatorio e quello facoltativo, dei 'carbon credit'. L'intesa si fonda sugli studi effettuati dal professore ordinario di Microbiologia dell'Università Ca' Foscari di Venezia, Giampiero Ravagnan, che oggi, in occasione della firma dell'intesa a Bologna, ha spiegato come "la quantità di Co2 sequestrata dai gusci dei molluschi può rappresentare fino al 20-30% del peso delle valve, vale a dire che per 10 chili di gusci si catturano 2/3 chili di anidride carbonica". Sui grandi numeri, il rapporto è di circa una tonnellata di Co2 fissata nei gusci di 3 tonnellate di mitili freschi. "E' di fatto il sistema più efficiente che esiste in natura per sequestrare Co2 - ha aggiunto Ravagnan - e se consideriamo che il pianeta è fatto per due terzi di acqua, capiamo come questo sistema possa incidere favorevolmente sull'ambiente più della Foresta Amazzonica". Per questo, ha concluso Ravagnan, "è importante tenere puliti i nostri mari, poiché se le acque sono inquinate, la luce non può filtrare e la fotosintesi, con la conseguente cattura di Co2, viene ostacolata e ridotta". Soddisfatto anche il numero uno di Lega Pesca Ettore Ianì, per il quale "l'operazione inserisce a pieno titolo la filiera ittica nella green economy". "E' un riscatto del ruolo e del contributo che l'acquacoltura - ha sottolineato Ianì - offre alla salvaguardia dell'ambiente, nel rispetto dei principi di uno sviluppo sostenibile". Secondo il presidente di Ama Giuseppe Prioli, infine, con la firma avvenuta oggi a Bologna, "si gettano le basi non solo per un nuovo modo di fare impresa in acquacoltura, ma anche per rendere questi imprenditori non solo garanti della qualità dei prodotti che arrivano sulle tavole dei consumatori, ma anche custodi dell'ambiente". Un motivo, in più, dunque per promuovere il consumo dei molluschi, nutrienti per l'uomo e preziosi per l'ecosistema.

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