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Chiesa: don Mirilli su presepi distrutti, manca educazione religiosa e civile

domenica 27 gennaio 2013

2' di lettura

Citta' del Vaticano, 21 gen. (Adnkronos) - Sono centinaia i presepi distrutti e vandalizzati nelle scorse settimane in Italia, soprattutto da parte di adolescenti. La notizia a cui ha dato risalto il settimanale del Corriere della Sera, 'Sette' e' il sintomo di un profondo disagio giovanile, ma anche di "un'assenza di educazione civile e verso i valori religiosi". E' quanto afferma ai microfoni della Radio Vaticana don Maurizio Mirilli, direttore della Pastorale Giovanile del Vicariato di Roma. La notizia, spiega il sacerdote, "mi conferma, nelle mie convinzioni, della mala-educazione: che non e' solo una questione formale di dire parolacce o non dirle, ma dell'assenza - purtroppo - di un'educazione non solo al rispetto civile, delle regole, ma anche un'assenza di educazione verso i valori religiosi". "Questi ragazzi - aggiunge - molto spesso, vivono proprio l'assenza educativa, perche' magari c'e' l'assenza soprattutto paterna, del padre terreno e, ovviamente, a maggior ragione l'assenza del Padre celeste, perche' non sono abituati a confrontarsi con il calore familiare". "In fondo - spiega - cos'e' il presepe, se non cio' che ci fa vivere quel calore familiare, di un Dio che si fa vicino, che ci viene incontro, che si fa bambino? Tutto questo, evidentemente, in questi ragazzi, in questi giovani non c'e', non e' un'esperienza che loro vivono". In particolare sono state distrutte proprio le statue del presepe, a cominciare dal bambinello, questo dimostra, rileva don Mirilli, "l'assenza del padre e l'assenza anche della sacralita': quando non c'e' un padre che ti accompagna, evidentemente non c'e' nemmeno l'idea di che cosa ci sia di sacro nella vita. Considerano la loro stessa vita poco sacra - anzi forse per niente - e si sentono rifiutati come bambini, come ragazzi, dalle loro famiglie". "Allora - e' l'analisi - distruggere quel bambino e', secondo me, anche esprimere questo disagio e questi ragazzi non sanno che - e secondo me andrebbero educati in questo senso - sono accolti, c'e' un Padre celeste che li accoglie, che si e' fatto bambino proprio per accoglierli. Loro forse non riescono a comprenderlo perche' non c'e' nessuno che glielo spiega".

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