Pechino, 22 gen. (Adnkronos Salute/Xinhua) - La "tosse di Pechino" è balzata in cima all'ordine del giorno del Congresso dei deputati della città che si è aperto oggi e che dovrà eleggere il nuovo sindaco nel pieno di una nuova emergenza iniziata ai primi di gennaio e che da sette giorni ha di nuovo fatto schizzare gli indicatori della concentrazione delle sostanze più nocive nell'aria. Dal 7 al 14 gennaio, 535 persone si sono presentate ai pronto soccorso della città denunciando problemi respiratori, il 54 per cento più dello stesso periodo dello scorso anno mentre il numero di casi di tumore ai polmoni è cresciuto del 56 per cento dal 2001. Le autorità che fino a ieri nascondevano il problema dell'inquinamento della città ora lo ammettono considerandolo come il tema dominante del dibattito politico. E' così che il sindaco facente funzione, Wang Anshun, ha rivendicato all'apertura del 14esimo congresso municipale di aver bandito dalle strade 180mila automobili vecchie, promosso auto pulite e fatto chiudere le 450 fabbriche più inquinanti. "Insegnanti e studenti della nostra accademia devono fare respiri profondi e veloci mentre studiano, e questo significa che inalano molti più sostenze inquinanti rispetto alle persone normali", ha denunciato, apertamente e citato dall'agenzia ufficiale Xinhua, Zhou Long, il vice direttore dell'Accademia nazionale dei teatri cinesi, nonché membro del Congresso. Ed ecco che le autorità locali pubblicano, in un raro sforzo di trasparenza, i dati: il numero di abitanti a Pechino ha superato alla fine del 2012 i venti milioni (20,69 milioni), 500mila in più dello scorso anno. Il numero di auto 5,2 milioni, in crescita costante. "La tosse di Pechino non è una cosa di cui siamo orgogliosi. Dobbiamo pensare perché ancora fatichiamo ad apprendere la lezione di Londra", ha spiegato uno dei vice presidenti del Congresso municipale, parlando dell'emergenza nella capitale britannica degli anni cinquanta.