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Lirica: Cagli, fondi extra alla Scala discriminerebbero le altre Fondazioni

domenica 27 gennaio 2013

2' di lettura

Roma, 23 gen. (Adnkronos) - "La notizia che il Ministro per i Beni e le Attivita' Culturali avrebbe assunto un impegno ad erogare nel 2013 contributi aggiuntivi, finalizzati al sostegno di progetti per l'anno verdiano-wagneriano e di importanti attivita' internazionali, ad una Fondazione Lirico-Sinfonica, attingendo evidentemente ai fondi destinati a tutto il settore, se confermata, fa il paio con quanto gia' avvenuto nel corso del 2012 quando, attraverso la legge di stabilita', sono stati assegnati, con un colpo di mano, contributi speciali a valere sul Fus a singole Fondazioni". Lo afferma, in una nota, Bruno Cagli, Presidente-Sovrintendente dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, riferendosi alle notizie secondo cui il ministro si sarebbe impegnato nell'erogazione di un contributo straordinario al Teatro alla Scala di Milano. "Nell'evidenziare che anche altri soggetti del comparto hanno programmato analoghe attivita' celebrative e che in quanto ad attivita' internazionali di assoluta ed indiscutibile rilevanza l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia non e' seconda a nessuno, si ritiene che in un anno in cui, atteso lo stato generale di crisi economica che investe il Paese, tutti faticano a presentare bilanci di previsione in equilibrio, qualsiasi disponibilita' economica a valere sui fondi stanziati per il settore nel 2013 deve essere suddivisa equamente tra tutti, secondo i criteri di ripartizione gia' stabiliti dalla normativa vigente, che gia' tengono conto, in una logica concorrenziale, delle capacita' produttive e gestionali nonche' della specialita' dei singoli soggetti. In caso contrario -sottolinea Cagli- si opererebbe una vera e propria discriminazione che giustificherebbe il sospetto di una gestione non equa dei contributi pubblici". "Invitiamo pertanto il Ministero a smentire le suddette notizie di stampa e ad individuare le modalita' piu' opportune per garantire all'intero settore delle Fondazioni Lirico Sinfoniche un livello adeguato di finanziamento pubblico in linea con gli obbiettivi produttivi, con la tenuta occupazionale e piu' in generale con la salvaguardia del patrimonio culturale che esse rappresentano", conclude Cagli.

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