Bruxelles, 25 gen. (Adnkronos) - I prezzi dei certificati ETS in Europa sono crollati del 40% a seguito dell'opposizione dei parlamentari europei ad interventi di sostegno del mercato. Un campanello d'allarme che minaccia il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2 (-20% entro il 2020). Giovedì scorso il prezzo dei certificati ETS era sceso a 2,81 euro a tonnellata: un calo direttamente conseguente al voto del Parlamento europeo che si era espresso contro lo schema di 'backloading', una strategia che prevede il sostegno del prezzo delle quote ritirando una consistente numero di quelle in offerta, riservandosi poi di reimmetterle sul mercato solo una volta che i prezzi fossero aumentati. La Commissione europea, prendendo atto della situazione che si è verificata, ha ammonito circa il rischio di un ulteriore calo dei prezzi, fino quasi all'azzeramento, se non verranno adottate in tempo utile misure di sostegno da parte dei governi europei. E a questo proposito la Commissaria al clima Connie Hedegaard, intervenuta ieri a Bruxelles, ha detto che questo è l'ultimo avviso utile per i Governi e per il Parlamento europeo. L'alternativa, ha aggiunto, è una situazione a mosaico, con 27 regolamentazioni diverse tanti quanti sono i Paesi dell'Unione". Ma la situazione sembra ormai compromessa: il valore dei certificati dovrebbe essere di circa 110 miliardi di euro perché per le aziende ci sia un appeal verso le energie rinnovabili a scapito di quelle fossili. Secondo gli esperti il prezzo per tonnellata dovrebbe essere di 20euro, una quotazione che si pone ad una distanza abissale rispetto agli attuali valori mercato. Nelle difformità di atteggiamenti sulle politiche da attuare per ridurre le emissioni, spiccano le posizioni della Gran Bretagna che vorrebbe una politica più rigorosa che consenta il raggiungimento di obiettivi più ambiziosi, quella della Polonia, grande produttrice di carbone, che si oppone e quella della Germania che non ha ancora espresso una posizione definita. Il mercato europeo del carbonio è stato lanciato nel 2005, ed il prezzo delle quote è arrivato quasi a zero nel 2007 dopo il picco di 32 euro per tonnellate dell'aprile del 2006. Un'altalena provocata dall'immissione di un'enorme quantità di quote rimaste invendute. Ora la Commissione auspica che venga adottata una politica più restrittiva nel rilascio delle quote per poter fare arrivare il prezzo ad almeno 30 euro per tonnellata, obiettivo che però gli analisti ritengono irraggiungibile in questo decennio.