Roma, 11 mar. (Adnkronos) - Gli italiani tracciano un bilancio prevalentemente positivo della propria esistenza, ma le incertezze sulla situazione economica e sociale influenzano negativamente non solo i comportamenti, ma anche le percezioni. Lo rileva il rapporto Istat-Cnel su Benessere equo e sostenibile in Italia 2013, nel capitolo dedicato al benessere soggettivo, dal quale emerge un generale calo della soddisfazione per la propria qualita' della vita. Fino al 2011, infatti, quasi la meta' della popolazione di 14 anni e piu' dichiarava elevati livelli di soddisfazione, indicando punteggi compresi tra 8 e 10 (su una scala da 0 a 10). Nel 2012, pero', osserva il rapporto Bes, i segnali di disagio, crisi e insicurezza, gia' registrati dagli indicatori economici classici, hanno inciso significativamente anche sulla misura della soddisfazione complessiva. La quota di popolazione che indica alti livelli di soddisfazione per la vita nel complesso scende, infatti, dal 45,8% del 2011 al 35,2% del 2012. Aumentano anche i divari territoriali e sociali nella diffusione del benessere soggettivo e se ne creano di nuovi. La soddisfazione per la propria vita decresce in misura maggiore nel Sud, attestandosi al 29,5% (contro il 40,6% del Nord), e tra le persone con titolo di studio piu' basso e peggiori condizioni occupazionali. (segue)