Taranto, 11 mar. (Adnkronos) - "Questa e' anche la storia di un omicidio domestico avvenuto in casa dei parenti dove la madre di Sarah la mandava perche' si fidava della nipote Sabrina. E invece e' stata umiliata e ferita dai suoi parenti, non solo dalle imputate ma anche dalle sorelle Emma e Dora Serrano e dal fratello Giuseppe quando hanno testimoniato". Lo ha detto l'avvocato Nicodemo Gentile, uno dei legali di parte civile della famiglia di Sarah Scazzi, nel corso dell'arringa al processo per l'omicidio della 15enne di Avetrana. L'avvocato ha parlato di "gelo interiore degli imputati, dei familiari e di molti testimoni". Quindi ha definito Michele Misseri "il becchino di Avetrana: ha abbandonato Sarah nel pozzo come un frigorifero che non funziona piu'. Questo e' qualcosa di piu' di un processo indiziario". L'intercettazione in carcere, quando Michele Misseri chiede all'altra figlia Valentina: 'cosa sta nascondendo Sabrina? Che parlasse", secondo l'avvocato Gentile "basterebbe alla condanna". Per il legale della famiglia Scazzi "le prove vengono dagli stessi imputati non tanto dagli altri testimoni. Siete voi che vi contraddite - ha affermato l'avvocato Gentile, rivolgendosi ai tre imputati, Sabrina Misseri, Cosima Serrano e Michele Misseri - alzatevi e dite la verita'". Ma poi "ci sono due confessioni extragiudiziali", ha ricordato l'avvocato, e cioe' le parole dette da Sabrina Misseri all'amica Anna Pisano' la sera del ritrovamento del cadavere, il 6 ottobre del 2010, e il soliloquio di Michele Misseri poche ore prima dell'interrogatorio durante il quale fece la sua prima confessione.