Prato, 11 mar. - (Adnkronos) - "Fare stime e' praticamente impossibile, ma qualche numero per dare una dimensione del fenomeno si puo' azzardare". Marcello Gozzi, direttore dell'Unione Industriale Pratese, interviene sul tema dei furti che negli ultimi tempi hanno colpito ogni anno almeno 5-6 imprese tessili dell'area. "Diciamo che il furto-tipo e' intorno ai 10 quintali di materiale tessile, fibra o piu' spesso filato, generalmente cashmere. Tenuto conto che il cashmere costa intorno agli 80 euro al chilo, o anche di piu', si capisce quale sia la portata di questi furti. E non e' solo un problema di valore della merce in se' e per se': e' che si interrompe una catena produttiva e si compromette una fornitura". I furti di materiali tessili spesso non trovano spazio nelle cronache ma sono una piaga sempre piu' comune. "Ad essere colpite sono soprattutto imprese che hanno appena ricevuto la merce in lavorazione - spiega Gozzi - Sono storie apparentemente diverse ma a ben vedere con un tratto comune: si tratta di furti su cui grava il sospetto di essere 'pilotati', realizzati verosimilmente su commissione o comunque grazie a informazioni molto dettagliate. Gli investigatori possono certamente trovare in questa caratteristica degli elementi preziosi per le loro indagini". "Sappiamo che da parte delle autorita' c'e' la consapevolezza della gravita' di questi atti, che aggiungono un ulteriore tassello alle difficolta' che vivono le imprese: da parte dell'Unione, per quanto e' possibile, assicuriamo la massima collaborazione. E' importante che gli autori di questi furti non percepiscano un clima di impunita' ma che avvertano la pressione delle istituzioni: confidiamo che gia' questo costituisca un deterrente", conclude Gozzi.