Napoli, 12 mar. - (Adnkronos) - E' allarme donazioni di rene in Campania, troppe persone negano il consenso all'espianto degli organi. Mentre a livello nazionale il fenomeno e' calato dal 29% al 26%, in Campania il trend e' inverso e costantemente in aumento. Nei soli ultimi due anni i familiari dei potenziali donatori che hanno risposto no all'espianto sono passati dal 41% al 43%. Cifre da capogiro che mettono in crisi tutto il sistema con conseguenze gravi per la salute dei pazienti e per le casse del Sistema sanitario. "In Campania e al Sud Italia in generale - dice il dirigente medico in Negfrologia dell'Universita' Federico II Rosa Carrano - c'e' purtroppo un problema di tipo culturale, c'e' il culto del corpo e della sua conservazione anche da morto. Eppure ci sono 1.200 persone nella sola Campania che aspettano un organo e considerando che un anno di dialisi equivale a 5 anni di vita normale e' urgente invertire questa tendenza". Secondo i numeri del dipartimento di Nefrologia dell'Ateneo federiciano diretto da Stefano Federico, a soffrire di una malattia renale e' il 10% della popolazione italiana, un esercito di 6 milioni di persone, 750mila solo in Campania. Il loro destino, nella migliore delle ipotesi, e' la dialisi in attesa di un trapianto. (segue)