Roma, 12 mar. (Adnkronos) - "Non mi piace un premio in cui il candidato e' stabilito dalle case editrici, che scelgono da sole i loro cavalli di battaglia, e in cui molti giudici sono stipendiati dagli stessi editori che poi gli chiedono il voto. Il criterio va ribaltato: sono i giurati che debbono battersi per i libri in cui credono". Lo afferma lo scrittore Emanuele Trevi, in una intervista a 'la Repubblica', annunciando la sua auosospensione dalla giuria dello Strega, premio dove, aggiunge, "lavorano persone di grande intelligenza come Tullio De Mauro, Nora Alberti e Stefano Petrocchi, dunque mi rivolgo anche a loro: se non ora quando? E' questa la fase giusta per attuare una rivoluzione".