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Cinema: quando Moro scriveva ad Andreotti per finanziare cinegiornale pro emigrati

domenica 17 marzo 2013

2' di lettura

Roma, 12 mar. (Adnkronos) - Arriva il numero tre di '8½', la rivista realizzata da Istituto Luce-Cinecitta' in collaborazione con Anica e Direzione Generale Cinema-MiBac, che contiene una chicca datata 1949, un inedito scoperto nell'archivio della Direzione Generale Cinema del MiBac: una lettera che nel luglio del '49 l'allora sottosegretario agli Affari Esteri Aldo Moro indirizzo' al sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega allo Spettacolo Giulio Andreotti, con la richiesta di risorse per realizzare, con lo strumento offerto dai cinegiornali, un programma di sostegno all'emigrazione Il numero si apre con la consueta domanda in copertina che questa volta recita "Perche' in Italia c'e' ancora tanta paura del successo?". Il tema del successo, naturalmente, e' declinato al mondo del cinema: il termine 'commerciale', nel nostro Paese, fin troppo spesso viene considerato un epiteto negativo, quasi infamante, nei confronti di un prodotto, contribuendo alla difficolta' di mettere insieme quantita' e qualita'. Mentre la riuscita de 'La migliore offerta' di Giuseppe Tornatore sembra voler dimostrare che e' possibile realizzare in Italia un film dal respiro e dalle aspirazioni internazionali, di alta qualita' visiva e apprezzato dal grande pubblico. Di questo e di altro si parla nell'editoriale del direttore Gianni Canova, e il tema viene poi approfondito con gli interventi di tre cineasti come Fausto Brizzi, Maurizio Nichetti e Roberta Torre. Si prova poi a individuare, ironicamente, con Angelo Pannofino quali sono gli ingredienti per realizzare un film italiano che piaccia alla critica. Quindi si chiede a registi e produttori quali sono i motivi che determinano i grandi successi e i grandi flop. Tra gli altri, a rispondere, ci sono Carlo Verdone, Dario Argento, Marco Bellocchio, Michele Placido, Tilde Corsi, Angelo Barbagallo. (segue)

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