Roma, 13 mar. - (Adnkronos) - "Ci hanno messo nove anni per capire finalmente che le mie mani sono pulite, che i ladri vanno cercati altrove. I primi a saperlo saranno probabilmente oggi quanti mi seguono col nostro quotidiano ogni giorno, perche' non credo che sara' su molti giornali di stamane: ieri si e' svolta l'udienza preliminare su un'orrenda accusa di corruzione che mi inseguiva dal 2007 per fatti risalenti al 2004, quando ero presidente della Regione Lazio. In pratica, si sosteneva l'esistenza di una tangente, questo vuol dire corruzione, versata a mio favore dal gruppo Angelucci. Il fatto non sussiste, ha sentenziato il giudice Ebner, ponendo coraggiosamente fine anche a questa persecuzione". E' quanto scrive Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, sul sito del partito e su Il Giornale d'Italia. "La chiamo cosi' perche' non c'e' altro termine per definirla - aggiunge - Ma prima di qualunque considerazione, voglio ringraziare gli avvocati Naso e Reboa per la loro appassionata difesa della mia onorabilita'. La politica non mi ha arricchito e ne vado fiero. E' particolarmente importante la decisione del Gup, che avrebbe potuto tranquillamente chiudere la pratica con la prescrizione. Quella sarebbe stata la fine a cui era destinata una causa insensata, immotivata, nella quale non c'e' stato uno straccio di domanda a cui dover rispondere in almeno un interrogatorio. Un fardello che pero' mi trascinavo dal giorno in cui ricevetti un avviso di garanzia con stampata l'accusa terribile di corruzione: correva il luglio del 2007, avevo appena fondato La Destra, al Senato ero iscritto al gruppo misto dopo aver lasciato Alleanza nazionale. Mi sentivo davvero solo. Solo con la mia famiglia e la mia coscienza".